Chiedere a un relatore di intervenire gratuitamente non è sempre sbagliato. Diventa sbagliato quando l’organizzatore dà per scontato che “la visibilità” sia un compenso sufficiente, soprattutto in un evento commerciale che genera ricavi. Il criterio corretto è capire se esiste uno scambio di valore reale e dichiararlo senza ambiguità.
Quando una partecipazione gratuita può avere senso
- evento no-profit o associativo con finalità chiare;
- convegno scientifico o professionale in cui la condivisione fa parte della comunità;
- cliente o partner che presenta un caso concreto;
- manager interno o rappresentante istituzionale;
- evento molto qualificato che offre networking strategico realmente rilevante per lo speaker.
Quando è corretto prevedere un compenso
- l’evento è commerciale e genera ricavi diretti;
- si chiede una preparazione personalizzata significativa;
- lo speaker vive professionalmente di formazione e speaking;
- si richiede esclusiva o blocco di una giornata;
- si vogliono diritti di registrazione e riutilizzo dei contenuti;
- il relatore deve sostenere una trasferta importante.
Il rimborso spese non è un compenso
Se non è prevista una fee, è buona pratica coprire almeno i costi vivi necessari alla partecipazione, quando il budget lo consente. Viaggio, hotel e trasferimenti non dovrebbero trasformarsi in una spesa personale sostenuta dal relatore per lavorare al tuo evento.
Come proporre correttamente un intervento gratuito
La formula più efficace è essere espliciti già nel primo contatto: “L’evento non prevede un compenso per i relatori, ma copriamo integralmente viaggio e ospitalità”. Poi spiega perché hai scelto quella persona e quale valore offre il contesto. Se lo speaker rifiuta, la risposta va accettata senza insistere.
Il rischio della “visibilità” usata come moneta
La visibilità è utile solo quando è misurabile e coerente con gli obiettivi del relatore: pubblico in target, presenza media, contatto con decisori, distribuzione del contenuto. Dire semplicemente “ci sarà molta gente” non è una proposta di valore.
Una regola semplice
Più l’evento monetizza direttamente la presenza del pubblico, degli sponsor o dei clienti, più è ragionevole che anche il contributo professionale del relatore venga riconosciuto economicamente. Nei contesti comunitari o istituzionali, invece, la logica può essere diversa.
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Gratuito o a pagamento non è quindi una questione morale astratta: dipende dal contesto, dal valore scambiato e dalla trasparenza con cui si definiscono le condizioni.

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